Infrastructure Bridge Collapse

La proposta di legge sulle infrastrutture negli Usa

– di Andrew Spannaus –

Un gruppo di 10 senatori bipartisan ha raggiunto un compromesso su un pacchetto di spese per le infrastrutture americane di 1,2 mila miliardi di dollari nei prossimi 8 anni, aprendo la possibilità per la Casa Bianca non solo di avanzare la propria agenda economica – seppur in misura minore di quanto sperato inizialmente – ma anche di mostrare la possibilità di una collaborazione effettiva con almeno una parte del partito repubblicano. Questo è un fattore necessario per via della divisione netta tra i partiti al Congresso, ma anche fondamentale per l’opinione pubblica in chiave di riduzione della forte polarizzazione politica.

Tuttavia ci sono varie insidie da navigare ancora prima che questa proposta diventi legge. Intanto buona parte del partito democratico reclama una strategia a doppio binario: oltre al compromesso bipartisan vogliono procedere parallelamente al varo di un pacchetto più ampio di priorità democratiche, che finanzi investimenti nelle reti informatiche e spese significative sul tema dei cambiamenti climatici, oltre ad un aumento dell’assistenza all’infanzia attraverso l’estensione dei crediti d’imposta per le famiglie già varate ma in scadenza a fine 2020, la copertura del congedo parentale – attualmente non garantita negli Usa – nuovi investimenti per asili e scuole d’infanzia –. Nel campo democratico si parla di una cifra enorme, intorno a 6 mila miliardi di dollari, pagati almeno in parte con un aumento delle imposte sulle corporation.

Questo pacchetto dovrebbe passare attraverso la “reconciliation”, una procedura particolare per la spesa pubblica che permette di procedere con appena 51 voti, invece di rispettare le regole ordinarie che richiedono 60 voti, dando all’opposizione la possibilità di bloccare le proposte che non hanno appoggio bipartisan.

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