Putin Xi

I vertici di Biden con Putin e Xi

July 7, 2021

Politica, Strategia

(free) –

- di Andrew Spannaus -

Il principale esito del vertice tra Joe Biden e Vladimir Putin è il tentativo di stabilire un duraturo “Dialogo tra grandi potenze”, per abbassare le tensioni tra i due paesi e lasciare spazio per la collaborazione su alcuni temi di mutuo interesse. Rimarranno i punti di attrito, naturalmente, e le critiche da parte dell’ala interventista su temi come i diritti umani continueranno ad avere il loro peso, ma nella pratica si potrà ottenere un miglioramento dei rapporti.

Uno degli aspetti che ha ricevuto poca attenzione, ma che indica la volontà di affrontare le pericolose tensioni in campo militare, è che il comunicato emesso a conclusione del vertice ha ripreso pari pari le parole utilizzate da Reagan e Gorbaciov nel 1985: “Una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta”. Ad alcuni sembrerà uno strano riferimento ad un’epoca passata, ma la realtà è che da tempo è in atto un pericoloso acuirsi delle tensioni, con l’avvicinarsi delle forze militari della Russia e della Nato, portando a piccoli incidenti nelle zone di confine tra il Mar Baltico e il Mar Nero, e anche programmi massicci di ammodernamento degli arsenali nucleari. Ristabilire dei paletti e riprendere il discorso sulla limitazione degli armamenti può aiutare ad abbassare i rischi che sono emersi.

Un altro elemento interessante del vertice Biden-Putin – come già anticipato da Transatlantico – è la creazione di un Cyber Working Group che punterà non solo a facilitare il dialogo tra le parti in merito ad accuse reciproche, ma anche un lavoro congiunto contro i gruppi criminali. Su questo punto si registra un ridimensionamento di fatto delle tensioni, in quanto si può scorgere una differenza significativa tra le pesanti accuse pubbliche e il comportamento pratico seguito dalle istituzioni.

Il secondo passo del nuovo dialogo tra grandi potenze è stato già annunciato dal Consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan il 20 giugno: un vertice tra Biden e il presidente cinese Xi Jinping, oggetto di discussione tra le parti da qualche mese. La Casa Bianca prima di fare questo annuncio ha voluto prima completare la propria revisione interna della politica verso Pechino, e anche aspettare gli incontri del G-7 e della Nato, in cui vede ora una posizione relativamente chiara ed omogenea per quanto riguarda la sfida con il gigante asiatico. La visione promossa da Washington è che la Cina è un rivale geopolitico, un competitore economico, e un paese che costituirà una sfida alle regole del sistema internazionale.

Tuttavia l’approccio dichiarato è di gestire il prossimo periodo di “intensa competizione” con un dialogo che potrà ridurre la probabilità di un conflitto più diretto attraverso un rapporto stabile e prevedibile. Un elemento chiave sarà il tentativo di stabilire un Codice di Condotta per le interazioni aeree e navali, riducendo la possibilità di incidenti che potrebbero portare ad un’escalation improvvisa. A livello più generale, diventa sempre più urgente che ogni parte capisca le intenzioni geopolitiche dell’altra, obiettivo ambizioso ma possibile quando si stabiliscono discussioni riservate a livello di intelligence e istituzioni militari, che possono andare oltre le dichiarazioni a consumo pubblico.

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