Bosforo

L’ampia intesa fra Ankara e Mosca

January 29, 2018

Strategia

- di Paolo Balmas -

Il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, ha dichiarato che la Turchia ha un accordo con la Russia in relazione alle operazioni militari lanciate qualche giorno fa contro i combattenti curdi del YPG, sostenuti dagli Stati Uniti, nella regione di Afrin, nel nord-est della Siria. Le unità russe che erano presenti sul territorio, in base all’accordo, si sono ritirate prima che Ankara desse il via alle operazioni. Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha commentato la scelta turca asserendo di voler trovare una soluzione alle legittime preoccupazioni di Ankara. Secondo Tillerson, bisognerebbe creare una “zona sicura” a ridosso del confine turco-siriano. Ma, fra le preoccupazioni di Ankara, vi è proprio la proposta del governo degli Stati Uniti di creare un nuovo fronte unito, costituito dai combattenti curdi e da altri gruppi di diversa origine operanti in Siria, per controllare i confini al fine di impedire l’ingresso di ulteriori affiliati dello Stato islamico. Secondo Ankara, l’YPG è un’organizzazione terroristica, attiva in Siria e strettamente legata al PKK, accusato a sua volta di attività insurrezionali in patria. Ankara assicura che l’operazione è un atto di autodifesa e che l’integrità del territorio siriano sarà rispettata. Tuttavia Damasco ha accusato Ankara di non aver avvisato in anticipo la decisione di varcare i confini.

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