Combattente YPG

Gli Usa armeranno i combattenti curdi in Siria

May 13, 2017

Notizie Brevi, Strategia

(free) - di Paolo Balmas -

Lo scorso 9 maggio 2017, la portavoce del Pentagono, Dana White, ha dichiarato che il presidente Trump aveva firmato il giorno precedente il via libera al Dipartimento della Difesa per armare i combattenti impegnati contro lo Stato Islamico (SI) in Siria. Della coalizione che verrà armata, ribattezzata Syrian Democratic Forces, fanno parte le Unità di Protezione del Popolo curdo, note con l’acronimo YPG.

La reazione della Turchia è stata immediata, visto che Ankara considera le YPG una formazione terroristica legata al movimento curdo turco del PKK. Il presidente turco Erdogan, infatti, ha chiesto di non armare i combattenti curdi. Ma Washington ritiene che questi ultimi siano stati fra i principali oppositori dello SI e che ora, alla vigilia della battaglia per Raqqa (la roccaforte dello SI in Siria), sia fondamentale la loro partecipazione all’offensiva.

Il clima che si è creato fra la presidenza turca e quella statunitense non era quella auspicata da Ankara in visione del vertice fra Erdogan e Trump che si terrà a Washington il 16-17 maggio 2017. Tuttavia, il Segretario alla Difesa statunitense, Jim Mattis, ha dichiarato che il suo incontro con gli ufficiali turchi in Danimarca, in ambito NATO, è servito a rassicurare Ankara del fatto che in nessun modo si vuole aumentare i rischi che la sicurezza turca deve già affrontare.

Nelle stesse ore è giunta la comunicazione del leader di Hezbollah, Sheikh Hassan Nasrallah, di aver ordinato lo smantellamento di tutte le posizioni dei propri combattenti lungo il confine fra il Libano e la Siria.

- Newsletter Transatlantico N. 24-2017

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