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I segni della crisi fra stimoli e chiusure

June 11, 2020

Economia, Notizie Brevi

- di Paolo Balmas -

Utilizzando la metafore dell’acqua, in perfetto stile cinese, il premier Li ha spiegato che in Cina verranno aperte le dighe (nuovi stimoli per l’economia) per far sopravvivere i pesci, ma non troppo, altrimenti si rischia di inondare la piana e invischiarsi poi nel fango. Li ha spiegato che la Cina si sta preparando a compiere due nuove operazioni nei prossimi giorni. La prima prevede l’immissione sul mercato di obbligazioni speciali anti-coronavirus per un totale di due trilioni di yuan (circa 252 miliardi di euro). La seconda ha come obiettivo la riduzione dei costi per le imprese attraverso un intervento sul bilancio per le assicurazioni sulla disoccupazione. Questa operazione, secondo Li, dovrebbe permettere uno stimolo equivalente a circa 500 miliardi di euro.

Non solo in Cina, in tutto il mondo si stanno ampliando gli stimoli per l’economia colpita dall’epidemia del Covid-19. In Giappone, il governo Abe ha deciso questa settimana di raddoppiare lo stimolo all’economia con un nuovo pacchetto da 117 trilioni di yen (circa 980 miliardi di euro). L’obiettivo è di aiutare le imprese in difficoltà e le istituzioni impegnate nell’assistenza sanitaria. Non ci si rende ancora conto dei danni, ma la convinzione generale è che siano maggiori di quanto si percepisca al momento. Alcuni segni sostengono questa tesi.

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