Tulsi Gabbard troops

Cresce il dibattito sulla Siria tra i democratici

January 22, 2019

Notizie Brevi, Politica, Strategia

(free) - di Andrew Spannaus -

Cresce la schiera dei politici democratici che si preparano alle primarie presidenziali del 2020. Dopo gli annunci di Julian Castro (ex-ministro dell’Amministrazione Obama) e di Elizabeth Warren, si è aggiunta questa settimana la giovane deputata hawaiana Tulsi Gabbard, forte oppositrice dell’establishment clintoniano nel 2016. Gabbard è una rarità tra i democratici americani, una veterana dell’esercito che critica decisamente gli interventi in Iraq, in Siria e in Libia, e adotta anche una posizione realista che spesso la colloca più vicina a Donald Trump che alla dirigenza del proprio partito.

Gabbard ha subito aggiunto la sua voce al dibattito sul ritiro dalla Siria, dopo i commenti di Warren che abbiamo riportato la scorsa settimana. Infatti si contano già 4 potenziali candidati democratici che hanno adottato una linea che recita più o meno così: è giusto lasciare la Siria, ma Trump lo sta facendo in modo precipitoso e disorganizzato. Può sembrare un colpo al cerchio e uno alla botte, ma questa posizione rappresenta già un elemento di novità per l’imminente dibattito elettorale, visto che nel 2016 Bernie Sanders si limitò a criticare Hillary Clinton principalmente sul voto per la guerra in Iraq del 2003. Oggi la questione della Siria, e dell’Afghanistan, rappresenta un punto di attrito tra l’attuale inquilino della Casa Bianca e l’establishment della sicurezza nazionale. Una candidata che i media definiscono una “apologeta di lunga data per Bashar Assad” (HuffPost 20.1.2019), può contribuire ad inasprire il dibattito interno tra i democratici, su un punto non secondario, nel momento in cui il centro preferisce cercare di unificare il partito nell’opposizione a Trump.

- Newsletter Transatlantico N. 3-2019

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