Президенты СССР и США М.С.Горбаев и Дж.Буш

La disputa sull’allargamento della Nato

September 1, 2018

Politica, Strategia

- analisi di Andrew Spannaus -

Uno dei punti più controversi nei rapporti tra l’Occidente e la Russia – caratterizzati da forti tensioni in modo particolare dal 2014 con lo scoppio della crisi ucraina – riguarda l’allargamento della Nato verso i confini russi. Secondo Mosca, ai tempi della riunificazione della Germania i leader dei più importanti paesi occidentali avevano promesso di non estendere l’Alleanza atlantica verso Est, ma poi dopo pochi anni hanno cambiato atteggiamento, attuando una strategia di accerchiamento della Russia. Questo abbandono delle promesse giustificherebbe la diffidenza del Cremlino di fronte agli appelli dei paesi Nato al rispetto della democrazia e del diritto internazionale, che i russi vedono semplicemente come funzionali ad un aumento della prepotenza degli Stati Uniti e dei suoi alleati, naturalmente a scapito dell’ex nemico della Guerra fredda.

I fatti su cui si base la disputa danno luogo a diverse interpretazioni. Durante le trattative con Michail Gorbachev nel 1990 in merito alla riunificazione della Germania è indubbio che i leader occidentali, come il Ministro degli Esteri della Germania occidentale Hans-Dietrich Genscher e il Segretario di Stato Usa James Baker, abbiano voluto rassicurare i sovietici che non avrebbero approfittato della riunificazione per rafforzare la posizione della Nato attraverso il dispiegamento di forze militari più ad Est.

Dall’altra parte però si nega che siano state fatte promesse precise, che andassero oltre il contesto di quelle trattative specifiche. Un buon riassunto della posizione occidentale lo troviamo sul sito della Nato Review Magazine, che bolla l’idea di un impegno a non allargare la Nato come un “mito” da sfatare.

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