Esercito somalo

La strategia turca di espansione globale

October 7, 2017

Politica, Strategia

- di Paolo Balmas -

Negli ultimi giorni la Turchia sembra essersi concentrata sulla questione curda. Il presidente Recep Tayyp Erdogan ha incontrato le autorità iraniane e sebbene le due potenze non siano allineate, sono costrette a confrontarsi e a trovare un punto d’incontro sul futuro dell’Iraq del nord. Turchia e Iran, infatti, condividono la preoccupazione di uno Stato curdo che altererà l’assetto geopolitico regionale e i rispettivi progetti energetici e di sicurezza. In una dichiarazione congiunta, Erdogan e il presidente Rohani hanno dichiarato che non accetteranno cambiamenti politici di confine. La Turchia, come l’Iraq, ha imposto l’embargo su alcuni prodotti destinati alla regione autonoma curda e ha minacciato d’imporre un embargo più stretto se non si risolverà in fretta la crisi. Tuttavia, il referendum curdo e le sue ripercussioni sulla popolazione curda della Turchia, sono solo una delle questioni che Ankara sta affrontando in queste ore.

Mentre la Russia assume una posizione neutrale nei confronti del Kurdistan iracheno, Mosca e Ankara si avvicinano sempre di più sia rispetto al settore energetico che a quello della sicurezza. La Turchia, membro della Nato e aspirante membro dell’Unione Europea, è in trattativa per acquistare il sistema antimissilistico S-400, il prodotto di punta della difesa russa e uno dei più sofisticati a livello mondiale. Negli stessi giorni, Ankara ha aperto la sua più grande base militare all’estero, a Mogadiscio, in Somalia. Un investimento iniziale di 50 milioni di dollari al fine di riempire il vuoto che le truppe della missione dell’Unione Africana (Ua) stanno per lasciare.

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