Iskander missile

Dopo il trattato INF

February 9, 2019

Notizie Brevi, Strategia

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Nel confermare il ritiro dal trattato INF durante il suo discorso sullo Stato dell’unione Donald Trump ha dichiarato: “Forse potremo negoziare un altro accordo, aggiungendo la Cina e altri. O forse non lo potremo fare – in tal caso, spenderemo di più e innoveremo di più rispetto a tutti gli altri, di gran lunga”.

E’ una dichiarazione tipica del presidente Trump, sottolineando la strategia dietro il ritiro di non essere legati da un accordo con la Russia quando la sfida vera dei prossimi anni si prospetta con la Cina. Trump promette di perseguire principalmente gli interessi americani, ma apre ad un accordo con gli altri, se possibile.

Mentre ci sono segnali di sostengo per un nuovo accordo multilaterale (si veda “Il Giappone in cerca di un nuovo trattato per gli armamenti”), i dubbi sulla strada per il futuro sono tanti, in quanto a Washington alcuni dei sostenitori del ritiro dall’INF non sarebbero favorevoli ad un altro accordo, in via di principio. Non sorprende che il Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, per esempio, viene annoverato tra questi.

Dall’altra parte si teme un aumento del rischio di incidenti tra la Russia e gli Stati Uniti. Secondo un diplomatico europeo (anonimo) citato dall’agenzia di stampa russa Tass, la vera minaccia è una guerra nucleare accidentale. “Siccome il tempo di arrivo di un missile è di pochi minuti, la Russia e gli Stati Uniti dovranno inevitabilmente istituire degli algoritmi decisionali in merito ad una potenziale risposta ad un colpo nucleare, automatizzati al massimo grado possibile”.

- Newsletter Transatlantico N. 6-2019

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