FBI

Gli abusi del Fbi

December 24, 2019

Notizie Brevi, Politica

- di Andrew Spannaus -

Il 9 dicembre l’Ispettore generale del Dipartimento della Giustizia Usa Michael Horowitz ha rilasciato il suo rapporto sulle indagini del Fbi in merito ai legami tra la campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016 e la Russia. Come spesso succede di questi tempi, l’interpretazione delle conclusioni raggiunte si differenzia parecchio in base a quale organo di stampa si ascolta. Nei primi giorni i media più critici del presidente hanno evidenziato il fatto che il rapporto afferma che l’avvio delle indagini nel 2016 era giustificato, cioè non era basato su un “pregiudizio” politico. L’ex direttore del Fbi James Comey si è messo subito in cattedra, scrivendo ora “la verità è arrivata”, cioè che non c’è stato nessun complotto contro Trump.

Pochi giorni dopo, in un’audizione di fronte alla Commissione Giustizia del Senato, Horowitz ha voluto chiarire che non poteva escludere un pregiudizio politico, seppur non avesse delle prove “documentali”. Il Ministro della Giustizia (Attorney General) William Barr ha anche criticato il rapporto di Horowitz, dissentendo dalle sue conclusioni.

Il punto del contendere riguarda l’intercettazione delle telefonate di Carter Page, consigliere di politica estera di Donald Trump durante la campagna presidenziale del 2016. Le intercettazioni sono state approvate dal Tribunale FISA, che giudica – in segreto – le richieste di sorveglianza che riguardano questioni di intelligence.

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