Pittsburgh Jewish Center

L’antisemitismo, la globalizzazione e gli attentati negli Usa

November 8, 2018

Cultura, Politica

- di Andrew Spannaus -

Un assassino ha ucciso 11 persone alla sinagoga Tree of Life di Pittsburgh, in Pennsylvania, sabato scorso. Si tratta di un attacco chiaramente a sfondo religioso, da parte di un individuo, Robert Bowers, che sulle reti social si era scagliato contro la diversità, e quindi contro l’arrivo negli Stati Uniti degli immigrati. Si dice che l’innesco finale per le terribili azioni di Bowers sia stata la scoperta che un gruppo ebraico, la Hebrew Immigrant Aid Society, aiuta i profughi e i rifugiati ad arrivare negli Stati Uniti. Prima di iniziare l’attacco Bowers aveva scritto: “non posso stare a guardare mentre il mio popolo viene massacrato”.

Bowers è chiaramente antisemita, e anche contro l’immigrazione, nel modo peggiore. Seguendo questo filone, molti politici, commentatori e giornalisti hanno deciso di tracciare una linea diretta alle posizioni politiche di Donald Trump, accusandolo di ispirare atti criminali come questo, e anche quelli dei pacchi bomba spediti a vari personaggi che recentemente hanno criticato Trump.

Nel secondo caso Cesar Sayoc, l’uomo della Florida responsabile degli esplosivi che per fortuna non hanno ferito nessuno, è un grande sostenitore del presidente, e ha preso di mira i suoi oppositori. Certo, per fare una cosa del genere occorre essere disturbati, quindi la responsabilità è di Sayoc personalmente, non di altri; ma in quel caso è legittimo mettere i riflettori sulla retorica di Trump.

Nel primo caso invece, quello di Pittsburgh, il legame non regge. Bowers ha perfino accusato Trump di essere un “globalista”, uno che non ha fatto niente per bloccare “l’infestazione” del paese da parte degli ebrei. Ha scritto “Non l’ho votato, né ho mai avuto, indossato e nemmeno toccato un capello “MAGA” [Make America Great Again]”.

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