Teheran

Il futuro del petrolio iraniano

May 20, 2018

Economia, Notizie Brevi

(free) - di Paolo Balmas -

Il rifiuto da parte dell’amministrazione Trump dell’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015, non implica solo il fatto che sarà necessario trattare su un nuovo accordo, ma che saranno imposte nuove sanzioni economiche contro Teheran. Il mercato energetico, principale fonte di denaro per la Repubblica islamica, sarà ovviamente preso di mira. Tuttavia, l’Opec ha dichiarato che le ripercussioni di queste nuove sanzioni, che entreranno in vigore a novembre 2018, non saranno immediate. In ogni caso, però, l’Opec si ritroverà a dover aggiustare le previsioni della propria produzione se si considera che le esportazioni iraniane cominceranno a diminuire progressivamente nei prossimi sei mesi e la mancanza si aggiungerà al buco lasciato dal Venezuela. In questi giorni si assiste a un eccesso di prodotto sul mercato, secondo quanto rivelato da Bloomberg, che di fatto sta provocando l’effetto opposto. Le esportazioni degli Stati Uniti, in esponenziale crescita negli ultimi due anni, sono una delle motivazioni.

Al di là delle sanzioni, il petrolio iraniano è strettamente legato all’evoluzione dei rapporti fra Teheran e i suoi maggiori acquirenti, che sono, in ordine di importanza, la Cina, l’India, la Corea del Sud, la Turchia, l’Italia, il Giappone, gli Emirati Arabi Uniti, la Spagna, la Francia e la Grecia. I primi tre insieme acquistano quasi un milione e mezzo di barili al giorno (b/g), più della somma dei rimanenti. Alcuni paesi europei sono più legati all’Iran di quanto possa sembrare. Ad esempio, la Spagna ha recentemente siglato un accordo preliminare per lo sfruttamento delle risorse iraniane (petrolio e gas), che implica un trasferimento di tecnologia spagnola in Iran. L’accordo è chiaramente a rischio, come lo è per la francese Total. Infatti, Parigi ha già dichiarato che con le sanzioni non ci potranno essere evoluzioni fra il proprio gigante degli idrocarburi e Teheran. Ma le ripercussioni di una nuova rottura dei rapporti con l’Iran sono temute in Unione Europea per ragioni che vanno oltre il petrolio e il gas. Basti per tutte pensare alla fornitura di aerei all’aviazione iraniana da parte di Airbus.

- Newsletter Transatlantico N. 17-2018

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