Kushner

Il Russiagate dopo Kushner

August 2, 2017

Notizie Brevi, Politica, Strategia

(free) – di Andrew Spannaus -

Quando la stampa americana ha scoperto che il genero del presidente Trump, Jared Kushner, si era incontrato con l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya – che avrebbe offerto informazioni compromettenti su Hillary Clinton – sembrava che gli scandali del Russiagate fossero arrivati ad un nuovo livello, finalmente in grado di dimostrare che il cerchio interno di Donald Trump fosse reo di collusione con i russi durante la campagna elettorale del 2016. Dopo la testimonianza di Kushner al Senato del 24 luglio invece, che contraddice ampiamente il teorema della collusione, le accuse sembrano sul punto di sgonfiarsi.

E’ fuori dubbio che Kushner e anche Donald Trump Jr. siano andati a sentire cosa avesse da dire l’avvocatessa russa che prometteva informazioni importanti, ma diversi elementi della testimonianza di Kushner – supponendo che siano veri – indicano che non si può proprio parlare di azioni concertate da parte dei familiari di Trump e dalla Russia, almeno non in questo caso.

Kushner afferma che l’incontro con Veselnitskaya era una “perdita di tempo” totale, al punto che dopo circa dieci minuti ha mandato un messaggio e-mail ad un assistente chiedendo: “Puoi chiamarmi sul cellulare? Ho bisogno di una scusa per uscire da questo incontro”.

In più, il giorno dopo l’elezione, quando la campagna ha ricevuto una nota di congratulazioni da parte di Vladimir Putin, Kushner ha dovuto mandare un messaggio ad un altro conoscente chiedendo il nome dell’Ambasciatore russo per poter confermare l’autenticità del messaggio. Sembra difficile che Kushner fosse in combutta con una persona di cui nemmeno conosceva il nome.

I promotori del Russiagate continueranno a cercare prove di collusione, e sicuramente ci saranno nuove accuse e promesse di pistole fumanti. Al momento sta prendendo quota la storia intorno al caso Magnitsky, utilizzato per dimostrare i metodi nefasti dei russi e gli abusi dei diritti umani. In realtà anche in questo caso ci sono molti dubbi sulla storia vera, documentata per esempio dal regista russo Andrei Nekrasov.

Ma gli eventi di questi giorni dimostrano chiaramente come i dettagli dei vari scandali sono solo secondari, e utilizzati per raggiungere degli obiettivi politici. Il Congresso Usa ha varato una serie di sanzioni contro la Russia, l’Iran e la Corea del Nord. L’effetto principale della nuova legge è di togliere dalle mani del presidente il potere di intervenire sulle sanzioni alla Russia, di fatto costringendolo a seguire la linea di una nuova Guerra Fredda. In risposta Vladimir Putin ha annunciato l’espulsione di 755 americani dalla Russia, tra personale diplomatico e tecnico. E’ chiaro che niente di tutto questo sarebbe successo senza il clima creato dal Russiagate, in cui ogni tentativo di migliorare i rapporti diplomatici tra i due paesi viene visto come un atto di tradimento.

- Newsletter Transatlantico N. 34-2017

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