WindEnergy

Tempeste energetiche dalla finanza all’ambiente, al mercato del lavoro

November 26, 2017

Economia, Notizie Brevi

- di Paolo Balmas -

La Volkswagen ha rivelato un piano da 40 miliardi di dollari per ampliare il proprio settore delle auto elettriche. L’amministratore delegato, Matthias Mueller, ha dichiarato che l’obiettivo è diventare leader di mercato entro il 2025. Ciò costituisce una sfida diretta alle rivali statunitensi, cinesi e giapponesi, ma anche al settore degli idrocarburi in generale. Il mercato sta crescendo velocemente. Secondo Bloomberg, durante il terzo trimestre di quest’anno sono state vendute 287.000 auto elettriche, con un aumento del 63% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e il totale potrebbe raggiungere o superare il milione di vetture entro la fine del 2017. Il mercato cinese è quello che cresce più rapidamente e la Volkswagen prevede di investire 12 miliardi di dollari per sviluppare nuovi modelli da destinare alla Cina. Anche Tesla e Toyota puntano allo stesso mercato per aumentare le vendite nel breve periodo. La prospettiva di eliminare il petrolio come fonte energetica dell’automobile è ovviamente positiva, prima di tutto per per l’ambiente, ma non tutti guardano unicamente a questo risvolto della questione. Le grandi firme del petrolio, in particolare, la British Petroleum (BP), la ExxonMobil e la Shell, stanno investendo tempo e denaro per sviluppare un nuovo motore che possa essere competitivo, ovvero pulito ed economico. Inoltre, molti governi non sembrano convinti a creare i dovuti incentivi per la transizione al nuovo mercato.

La lentezza con cui il mondo sta muovendosi verso la diversificazione delle fonti energetiche, dovuta a incertezze di varia natura, sorte dai conflitti in atto negli ultimi venti anni e dall’abbattimento dei prezzi delle materie prime negli anni più recenti, ha spesso reso gli investimenti delle industrie poco produttivi.

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