New Silk Road

Le ripercussioni strategiche del declino economico

November 26, 2017

Economia, Strategia

- di Andrew Spannaus -

La nuova sfida strategica mondiale che si delinea tra gli Stati Uniti e la Cina è frutto di una serie di decisioni fondamentali prese decenni fa. La politica economica adottata in Occidente dagli anni Settanta in poi, sul modello della società post-industriale, ha favorito la crescita della finanza speculativa e ha penalizzato la “vecchia” economia produttiva. Il risultato è stato di creare l’illusione dell’onnipotenza delle istituzioni occidentali, attraverso il potere dei mercati finanziari, mentre in realtà si svuotava la base industriale e la classe media in molti paesi avanzati.

Nel frattempo la Cina ha dapprima attratto gli investimenti con il lavoro a basso costo e le regole permissive, poi ha cominciato a copiare le tecnologie occidentali, e ora da diversi anni fa enormi investimenti nei progetti infrastrutturali al suo interno e in molte zone importanti del mondo. Con questa attività il peso reale della Cina aumenta, e l’Occidente vede la diminuzione relativa del proprio potere.

La prima risposta a questo fenomeno è stata di tentare di stringere gli alleati del mondo occidentale in una rete di accordi commerciali – il TTIP e il TPP, per esempio – per “evitare che la Cina scriva le regole del commercio” come ripeteva spesso Barack Obama. Purtroppo questi trattati si basavano sulla stessa ideologia economica che ha favorito la parte più alta della società e ha danneggiato la classe media; di conseguenza gli accordi sono stati bocciati dagli elettori – come era inevitabile nelle società democratiche – a cui interessano poco i disegni geopolitici degli strateghi, e chiedono invece lavoro stabile con prospettive per il futuro.

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