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Hillary sulle armi nucleari

October 6, 2016

Notizie Brevi, Politica, Strategia

(free) – di Andrew Spannaus

Il governo degli Stati Uniti ha in programma di spendere oltre 1 trilione di dollari nei prossimi tre decenni per rinnovare e modernizzare la cosiddetta “triade” nucleare, cioè la capacità di lanciare missili nucleari da terra, dall’aria e dal mare. In un recente discorso nel North Dakota il Segretario alla Difesa Ashton Carter ha definito come essenziale questo programma di investimenti, pena “la perdita di fiducia nella nostra capacità di deterrenza, che non ci possiamo permettere nel clima di sicurezza volatile di questi tempi”.

All’inizio del suo mandato il Presidente Obama aveva preso l’impegno di cominciare a ridurre il ruolo delle armi nucleari nella strategia di sicurezza americana. Con realismo parlava di un processo di decenni, ma nell’immediato prometteva tagli agli arsenali e “la fine del pensiero della Guerra Fredda”. Ad oggi, nonostante abbia ripetuto il concetto ad Hiroshima nel maggio di quest’anno, quella visione sembra stata sopraffatta dalla decisione di attuare gli investimenti citati sopra.

E’ stata pubblicata recentemente una registrazione audio di Hillary Clinton che affronta la questione dell’ammodernamento dei missili cruise nucleari durante un incontro privato in Virginia. In risposta ad una domanda di un ex ufficiale del Pentagono Clinton ha ribadito la sua intenzione di cancellare il programma LRSO (Long Range Stand-Off) incentrato sulla nuova generazione dei missili cruise. “L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono missili cruise sofisticati che sono armati [con testate] nucleari”, ha dichiarato.

L’opposizione ad un piano caldeggiato dal “complesso militare-industriale” da parte di Clinton ha sorpreso molti, in quanto sui temi di politica estera finora la candidata democratica si è trovata quasi sempre a destra dell’attuale Amministrazione. Sulla Libia, sulla Siria e soprattutto sulla Russia, Clinton e i suoi consiglieri esprimono posizioni più aggressive di quelle portate avanti da Obama e dal Segretario di Stato John Kerry.

Sui missili, e sull’opportunità di spendere trilioni di dollari sull’arsenale nucleare, Clinton sembra decisa: “non ha senso” ha dichiarato nell’Iowa a gennaio di quest’anno.

Tuttavia considerando le sue posizioni essenzialmente in linea con il mondo dei neoconservatori, è lecito chiedersi se anche lei – come Obama – finirà per abbracciare l’escalation nucleare in atto sotto le inevitabili pressioni istituzionali una volta alla Casa Bianca.

Il tema dell’utilizzo delle armi nucleari è stato sollevato nel corso del recente confronto televisivo tra Clinton e Donald Trump. In risposta ad una domanda diretta Trump ha detto che la proliferazione delle bombe nucleari è la minaccia più grande agli Stati Uniti e ha dichiarato che “certamente non farei un primo colpo”.

- Newsletter Transatlantico N. 67-2016

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