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Dopo Berlusconi?

August 8, 2013

Politica

 

E’ arrivata la prima condanna definitiva di Berlusconi, e dunque la politica italiana è entrata in subbuglio. Si ipotizzano scenari futuri e si torna a parlare di elezioni anticipate. E’ difficile prevedere le conseguenze politiche a breve termine, ma non è da escludere la possibilità che questo Governo duri ancora non poco, vista la volontà dei poteri forti di continuare a “rispettare gli impegni internazionali”.

In ogni caso il passato recente e non dell’Italia dovrebbe portarci a guardare oltre lo scontro Berlusconi-magistratura e le dichiarazioni quotidiane dei vari esponenti politici, per considerare il contesto più generale. Occorre staccarsi un po’ dalle forti reazioni che accompagnano ogni analisi su Berlusconi, e considerare gli effetti che ci saranno per il Paese.

Negli ultimi vent’anni l’Italia è passata da una crisi all’altra, ma con una costante: il processo di de-industrializzazione e perdita di sovranità che ha accompagnato il trasferimento del potere verso le istituzioni sovranazionali. Anche chi è a favore di questo cambiamento non può che ammettere che il peso dei politici italiani (e quelli di molti altri paesi) è molto diminuito negli ultimi anni, in quanto le decisioni che contano sono sempre di più dettate dai “mercati finanziari” e dai loro custodi, la Troika e istituzioni alleate.

Gran parte della classe politica italiana sembra essere d’accordo con questo processo. Dunque, avendo accettato la linea delle banche centrali – innegabilmente a favore di un modello di liberismo finanziario e austerità che stanno accelerando l’impoverimento delle nazioni – tendono a litigare sull’amministrazione delle briciole, con evidenti derive di tipo personalistico e partitico. (certamente non un fenomeno nuovo…)

Da anni l’establishment occidentale non vede di buon’occhio Silvio Berlusconi, e dunque non c’è da sorprendersi delle numerose iniziative giudiziarie nei suoi confronti. Questo non significa liquidare le accuse come infondate o difendere i suoi problemi evidenti, ma semplicemente riconoscere che gli scandali e i processi – lungo l’intero spettro politico ed economico – spesso hanno tempi e scopi non limipidissimi.

Per un certo periodo, Berlusconi è stato visto come un problema da certe forze internazionali, per due motivi principali: 1. la sua propensione a fare diplomazia personale, e specificamente l’aver creato un’alleanza diretta con il presidente russo Vladimir Putin; 2. la corrente rappresentata da Giulio Tremonti nei suoi esecutivi, Ministro che ha fatto preoccupare non poco la City di Londra, avendo per esempio chiesto a gran voce azioni decise contro la bolla degli strumenti derivati e il ritorno alla separazione bancaria sul modello Glass-Steagall, nel bel mezzo della crisi internazionale scoppiata nel 2008. […]

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