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John Bolton

La fine di Bolton

September 22, 2019

Politica, Strategia

di Andrew Spannaus

Il presidente americano Donald Trump ha licenziato il suo terzo consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton. Per chi spera che Trump rimanga uno dei pochi presidenti americani recenti a non entrare in guerra, si tratta senz’altro di una buona notizia. Nel panorama istituzionale Usa, Bolton è tra le figure più aggressive per quanto riguarda gli interventi militari all’estero.

E’ noto – seppur poco discusso nei media in quanto conviene parlare più di immigrazione e di altre questioni di “identity politics” – che la critica alle guerre dei neoconservatori è stata uno dei temi principali della campagna elettorale di Donald Trump nel 2016. L’America ha “sprecato 6 trilioni di dollari in guerre inutili”, ha detto Trump come candidato, e lo ha ripetuto qualche volta anche dopo essere diventato presidente. E’ un tema assolutamente non secondario, una posizione che gode di sostegno ampio e trasversale tra la popolazione americana.

A Washington, invece, la posizione del presidente è sicuramente minoritaria. L’idea di ritirare le truppe americane dal Medio Oriente allargato, o di scendere a patti con i cattivoni come Vladimir Putin e Kim Jong-un, è considerata una resa, l’abdicazione del ruolo guida che gli Stati Uniti devono svolgere nel mondo.

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