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Dove va la Turchia?

August 6, 2016

Strategia

Rapporto speciale sulla Turchia prodotto congiuntamente dalla società di consulenza americana Pacific Tech Bridge (PTB) e Transatlantico. Il rapporto completo è disponibile per gli abbonati ai servizi di consulenza –  

Premessa –

Il tentato colpo di stato contro il governo di Recep Tayyip Erdogan, autoritario ma democraticamente eletto, è consistito in un’operazione complessa ma eseguita in modo poco abile. Gli organizzatori non sono riusciti a ottenere il supporto necessario da parte degli alti ufficiali delle forze armate e non sono riusciti ad arrestare il presidente Erdogan nella sua casa di villeggiatura in una località di mare. Di fatto, un commando delle forze speciali incaricato dell’arresto ha dovuto chiedere informazioni ai residenti per individuare l’obiettivo e ciò dimostra la mancanza di una pianificazione accurata e l’incapacità nell’esecuzione.

In meno di un’ora, il presidente Erdogan, l’intelligence militare e la Gendarmeria (polizia militare) si sono mossi per fermare il colpo di stato. Erdogan è riuscito a sconfiggere i cospiratori, che nel frattempo avevano occupato la TV di stato turca, grazie a FaceTime, l’app dell’iPhone, con la quale ha potuto mobilitare il suo partito islamista AKP e sfidare le forze militari avverse schierate per le strade di Istanbul e di Ankara.

I capi del golpe erano per lo più colonnelli e qualche generale, compreso il generale dell’aviazione che aveva in comando la base aerea di Incilrik. Quest’ultimo ha chiesto asilo politico alle forze degli Stati Uniti che operano nella stessa base, ma gli è stato negato. Inoltre, è stato individuato fra i leader del colpo anche l’ex capo di Stato maggiore dell’aeronautica, Akin Otzurk, che negli anni Novanta fu l’incaricato militare a Israele.

L’analisi prodotta dai funzionari e diffusa dai media turchi ha posto maggiore enfasi sul fatto che il golpe fosse stato perpetrato dal maestro sufi Fethullah Gulen. Il fatto che le reti guleniste siano diffuse negli apparati della sicurezza nazionale, legislativi e giuridici turchi, ha portato il presidente Erdogan alla “conclusione” che esiste una prova del potenziale coinvolgimento della Cia.

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