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Come si misura l’inflazione negli Usa

February 4, 2023

Economia, Notizie

Gli ultimi numeri sull’inflazione negli Stati Uniti mostrano una frenata, facendo sperare che ormai gli aumenti dei prezzi rallenteranno stabilmente. La Federal Reserve continua ad aumentare i tassi d’interesse, ma più lentamente, volendo mantenere alta la guardia ma senza provocare una vera recessione nei prossimi mesi.

Nel dibattito tra gli economisti, dove si trovano spesso posizioni molto diverse, emergono elementi interessanti. Il 27 gennaio il premio Nobel Paul Krugman, nel suo commento regolare sul New York Times, ha sollevato la questione di come vengono rilevati i prezzi delle case. È un tema molto importante perché le abitazioni rappresentano un terzo della misura dell’inflazione da parte del governo Usa, e addirittura il 40 per cento dell’inflazione “core”, cioè depurata dai prezzi spesso molto variabili di cibo ed energia. In più, Krugman fa notare che senza le categorie abitazioni e autoveicoli usati l’inflazione oggi sarebbe all’appena il 2 per cento.

Il problema è che le rilevazioni dei prezzi degli affitti sembrano essere in ritardo rispetto ai prezzi reali, perché i dati grezzi che si utilizzano sono vecchi, raggiungendo un ritardo di quasi un anno. Dunque le agenzie pubbliche elaborano dei prezzi “presunti” (imputed), che – secondo Krugman – sono decisamente troppo alti. In questo modo si sfalserebbero i numeri dell’inflazione, nel settore abitativo ma anche in altri settori come quello dei servizi finanziari. La preoccupazione di Krugman e altre “colombe” sulla questione dell’inflazione è che questa visione distorta spingerà la Fed a mantenere una politica monetaria restrittiva provocando perdite di lavoro per milioni di persone e costi più alti per i consumatori, per esempio per i mutui variabili, che sono aumentati fortemente negli ultimi mesi.

– Newsletter Transatlantico N. 4-2023

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