Wallstreet

Le mancate riforme finanziarie

March 16, 2019

Economia, Politica

- di Andrew Spannaus -

Mentre sui temi economici pratici, come i costi della sanità, dell’università e il livello della tassazione, le posizioni “di sinistra” diventano più forti nel partito democratico Usa, sul tema della finanza permangono divisioni importanti tra i progressisti e la vecchia guardia del partito. E’ noto che i fondi elettorali svolgono un grande ruolo nella politica americana, e chi ha più soldi di tutti sono i dirigenti del settore finanziario. I mega-donatori legati a Wall Street non sono tutti schierati da una parte – ci sono sia democratici che repubblicani – ma non sorprende che i contributi delle grandi banche e delle società finanziarie sono spesso indirizzati a politici che nell’iter legislativo lavorano per garantire norme favorevoli per il mondo della finanza.

Tra gli elettori c’è una forte avversione a questa influenza dei soldi in politica, anche se risulta difficile cambiare il sistema. Nella pratica, però, candidati come Donald Trump e Bernie Sanders sono riusciti a rendersi almeno in parte indipendenti dalle pressioni dei donatori – il primo con l’autofinanziamento, e il secondo raccogliendo tanti piccoli contributi – evitando cosi di dover andare dai ricconi con il cappello in mano.

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