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I generali spiegano le armi nucleari a basso rendimento

June 4, 2018

Notizie Brevi, Strategia

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Continua la discussione al Congresso Usa sul dispiegamento delle bombe nucleari a basso rendimento (“low-yield”), chieste dalle forze armate per potenziare la capacità di risposta ai nuovi armamenti russi. I democratici alla Camera dei Rappresentanti hanno proposto un emendamento che avrebbe tagliato metà dei 65 milioni di dollari da stanziare per andare incontro alla richiesta, e avrebbe condizionato l’esborso dei fondi all’esito di uno studio per valutare l’impatto sulla stabilità strategica e la necessità di ridurre il rischio di calcoli sbagliati che potrebbero sfociare in un conflitto aperto. La misura è stata sconfitta il 23 maggio con una votazione di 226-188.

Due settimane prima il segretario alla Difesa Mattis aveva spiegato la logica dietro la richiesta. Avere una scorta di armi nucleari a basso rendimento permetterebbe di contrastare i piani russi di “aumentare per ridurre” (“escalate to de-escalate”), cioè di rispondere ad un attacco convenzionale con una bomba nucleare di piccole dimensioni, costringendo così il nemico a ritirarsi piuttosto che andare fino in fondo. Per Mattis si tratta di garantire che “il nostro deterrente sia adatto ai tempi”.

A marzo il comandante del Comando Strategico Usa generale John Hyten aveva dichiarato al Senato che prendere di mira una città russa con un attacco nucleare limitato sarebbe una strategia per contenere il conflitto, in quanto uno o due missili non rappresenterebbero “una minaccia esistenziale”. Cioè se non si minacciano i sistemi offensivi dei russi, la loro risposta potrebbe non essereun escalation totale, evitando che “il conflitto vada fuori controllo”.

- Newsletter Transatlantico N. 19-2018

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