Africa

Il successo di Pechino in Africa

September 13, 2018

Economia, Strategia

- di Paolo Balmas -

Si è conclusa questa settimana a Pechino la terza edizione del FOCAC, il Forum on China-Africa Cooperation. La Cina ha dimostrato la sua particolare abilità nel mantenere e migliorare il dialogo con molti paesi africani, presentandosi ancora una volta come un modello concreto di sviluppo economico per ogni mercato emergente. Sono stati firmati accordi preliminari con 37 paesi, su 53 invitati, oltre che con l’Unione Africana. Mentre i media occidentali si concentravano sui pericoli di un’espansione cinese in Africa, ovvero un definitivo colpo alla stabilità di quelle economie dovuto a un pericoloso indebitamento, Pechino procedeva sicura verso un’ulteriore tappa della propria strategia globale di lungo termine.

Non solo la Cina ha messo in atto con successo l’attuale piano previsto dalla piattaforma del FOCAC, un piano d’investimento per 60 miliardi di dollari in tre anni, ma ha anche ampliato le prospettive per il progetto della Cintura economica (BRI). Uno dei tanti obiettivi di Pechino è, infatti, di far aderire più paesi africani all’iniziativa della Cintura. Questa settimana, l’Algeria ne è entrata a far parte e l’Unione Africana è una delle organizzazioni internazionali impegnate nella realizzazione della rete infrastrutturale voluta in Cina. Fino a oggi, nell’ambito della BRI, sono stati siglati 123 accordi di cooperazione con 105 paesi (in tutti i continenti escluso il Nord America); di questi accordi, 26 sono stati stretti con 29 organizzazioni internazionali.

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