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Siria e la fine del “regime change”

November 13, 2017

Politica, Strategia

- di Andrew Spannaus -

La guerra in Siria si volge verso la sua conclusione, con l’ISIS in fuga e le truppe governative che riprendono il controllo del territorio nazionale. Non è l’esito prefissato dall’Occidente, ma già da tempo si era capito che la speranza del “cambiamento di regime” era finita: l’alleanza di fatto tra gli Stati Uniti, la Russia e l’Iran ha cambiato radicalmente la situazione.

La svolta iniziò nel lontano 2013, quando Barack Obama decise di non bombardare gli obiettivi del governo di Assad in seguito all’attacco chimico di Ghouta. Allora si raggiunse un accordo per rimuovere le armi chimiche dalla Siria, con la mediazione del Presidente russo Vladimir Putin. Per diversi anni la situazione è rimasta confusa, in quanto Obama era convinto della necessità di cambiare strada, ma non si impose su ambienti delle istituzioni americane che remavano contro, per non parlare dell’Arabia saudita ed altri attori mediorientali che continuavano a fornire sostegno ai ribelli, che di “moderato” avevano poco.

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2 Responses to “Siria e la fine del “regime change””

  1. FRANCO Says:

    UNA VOLTA ELIMINATO,L’ISIS, LE TRE POTENZE DELLA ZONA U.S.A. RUSSIA ED IRAN, DEVONO CREARE UN PARLAMENTO DEMOCRATICO,ELETTO DAL POPOLO.

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  2. FRANCO Says:

    PERCHè ASSAD, NON Può ESSERE UN ETERNO DITTATORE.

    Reply

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