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Brics alla conquista dello spazio

November 23, 2016

Economia

- Newsletter Infrastrutture n. 5/2016 -

a cura di Paolo Balmas -

 

Focus: BRICS ALLA CONQUISTA DELLO SPAZIO

Alla fine di ottobre 2016, i rappresentanti delle agenzie spaziali dei paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), si sono incontrati per discutere la possibilità di creare una costellazione comune di satelliti per il telerilevamento.

L’incontro si è chiuso positivamente. Le cinque agenzie hanno aderito all’iniziativa e si sono già aperte le consultazioni per definire i termini legali per lo scambio di informazioni. Inoltre, è stato fissato un appuntamento annuale, fra maggio e giugno, ed è stato stabilito che nel 2017 il primo incontro avverrà in Russia.

Il nuovo programma dei Brics è stato annunciato in un momento in cui la raccolta di informazioni geografiche ha dimostrato di essere uno strumento indispensabile in vari campi, dal militare all’intelligence, dal commercio alla gestione dei disastri naturali. Inoltre, avrà varie ricadute. Prima di tutto in relazione al coordinamento delle attività aerospaziali, sia per quanto riguarda il lancio che la gestione della costellazione, comprese le basi a terra e la gestione dei dati.

La costellazione dei Brics ha il potenziale di diventare la più rilevante in relazione ai servizi offerti a terra. Infatti, fra le altre cose, potrebbe costituire il principio di una collaborazione per un futuro sistema di navigazione integrato. Oggi, i maggiori sono quello statunitense, il Gps; quello europeo, Galileo, che è in evoluzione; il cinese BeiDou, utilizzato anche in Pakistan; l’indiano Irnss; infine, anche il Giappone ne possiede uno proprio.

In generale, le ricadute del programma dei Brics si avvertiranno a livello di intelligence e di sicurezza, se le cinque agenzie spaziali e i rispettivi governi riusciranno a realizzare un modello di cooperazione davvero integrato. Tuttavia, il programma apre il dialogo all’interno di tutto il comparto aerospaziale dei Brics.

Cina e India hanno una prospettiva di veloce sviluppo del settore. In particolare, Pechino ha in progetto di portare i primi astronauti cinesi sulla Luna entro il 2036. Nel 2013 ha effettuato il primo allunaggio con la Chang’e-3 e la sonda lunare “Coniglio di giada”. Inoltre, la Cina è stato il terzo paese, dopo Russia e Usa, a mandare un uomo nello spazio.

Il Congresso degli Stati Uniti, già nel 2003, aveva vietato alla Nasa qualsiasi tipo di cooperazione con l’agenzia spaziale cinese per ragioni di sicurezza.

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