Ucraina e Occidente, tra interessi e princìpi

October 20, 2015

Interventi, Strategia

- Intervento di Andrew Spannaus al convegno -

“Il conflitto ucraino, scenari e prospettive di una ferita nel cuore dell’Europa”

Giovedì – 15 ottobre 2015 – Roma

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Siamo in un momento molto importante per l’evoluzione dei rapporti tra la Russia e gli Stati Uniti. Il teatro più caldo al momento è ovviamente la Siria, ma ciò che succederà nelle prossime settimane e mesi potrà avere implicazioni profonde anche per l’Ucraina.

Da tempo io sono infatti convinto che il luogo più probabile di una svolta nei rapporti tra le due superpotenze sia proprio il Medio Oriente, e in modo particolare la Siria. Ora questa possibilità è davanti ai nostri occhi.

Tuttavia non è scontato che ci sarà un cambiamento qualitativo. Dipende da molti fattori e ci sono pressioni che vanno in più direzioni.

Naturalmente vanno analizzate le motivazioni di entrambe le parti, ma qui io mi concentrerò sulle divergenze – si potrebbe dire addirittura la “battaglia” – dentro le istituzioni americane in merito ai rapporti con la Russia di Putin, in relazione anche ad alcuni fatti specifici che riguardano l’Ucraina.

Poi il secondo punto che toccherò è quello della posizione dell’Italia e di altri paesi europei, che si sono trovati in un certo senso in mezzo alle due parti, per capire quali sono i veri interessi in gioco.

Per iniziare guardiamo la politica dell’Amministrazione Obama. Come sappiamo Obama è arrivato alla Casa Bianca sull’onda del rifiuto della politica dell’Amministrazione precedente, in primo luogo della politica di guerra. E’ un tema che Obama ha usato con molta efficacia contro Hillary Clinton nelle primarie del 2008 (poi torneremo a lei, naturalmente).

Tuttavia la politica della nuova Amministrazione non si è discostata così tanto da quella precedente – soprattutto nel corso del primo mandato.

C’erano – e ci sono ancora – persone che continuano a pensare in termini di cambiamento di regime, con idee simili a quelle dei neoconservatori tra i repubblicani.

Da parte democratica si chiamano “liberal interventionists” cioè interventisti progressisti, o di sinistra.

Questi consiglieri sono riusciti a trascinare Obama verso un nuovo intervento in Medio Oriente, quello della Libia – argomento trattato nel nostro ultimo convegno – che come sappiamo tutti non è stato proprio un grande successo.

Di recente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha rimarcato pubblicamente gli effetti destabilizzatrici di quel intervento.

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