Rubio e Cruz si scontrano su guerra e sicurezza

December 18, 2015

Notizie Brevi, Politica

- di Andrew Spannaus -

Lo scontro interno al partito repubblicano sugli interventi militari – che abbiamo anticipato due settimane fa – sta diventando uno dei temi dominanti nel dibattito delle primarie americane. Nell’articolo di Transatlantico Ted Cruz tra il Tea Party e l’establishment del 4 dicembre abbiamo scritto che le critiche del Senatore Cruz all’intervento militare in Libia “sono interessanti in quanto rivelano quello che l’establishment del partito non intende assolutamente ammettere: che in realtà la popolazione americana non sostiene la linea interventista che viene da Washington“, ipotizzando l’apertura di “linee di faglia nell’elettorato che potrebbero costituire dei problemi disattesi” per la dirigenza del partito.

Questa spaccatura è stata visibile durante l’ultimo dibattito tra i candidati repubblicani tenutasi il 15 dicembre a Las Vegas. Marco Rubio, in un tentativo di fermare l’ascesa di Cruz che ora si trova secondo nei sondaggi nazionali dietro a Donald Trump e addirittura primo nelle ultime rilevazioni nello stato cruciale dell’Iowa, ha accusato Cruz di essere isolazionista e contrario al rafforzamento dell’apparato militare e dell’intelligence americana. Cruz si è difeso sui punti specifici, ma poi ha ripetuto il suo attacco alla politica neocon del candidato preferito dall’establishment, affermando che “troppo spesso [Rubio] ha appoggiato Hillary Clinton e Barack Obama nel minare governi nel Medio Oriente, aiutando i terroristi islamici radicali”.

Donald Trump invece, in risposta ad una domanda sui “dittatori in Medio Oriente”, ha detto che sarebbe stato molto meglio spendere i 4 trilioni di dollari utilizzati per le guerre in investimenti interni in infrastrutture come strade, ponti, aeroporti e scuole.

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