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(Official White House Photo by Tia Dufour)

Dal Russiagate al processo per interferenze elettorali

August 5, 2023

Notizie, Politica

L’attività giudiziaria contro l’ex presidente Donald Trump sta giungendo al culmine. Come anticipato la scorsa settimana, è stato emesso un nuovo atto di accusa, a firma del procuratore speciale nominato dal Dipartimento della Giustizia, Jack Smith, riguardante la questione più importante in cui è coinvolto Trump: il tentativo di modificare il risultato delle elezioni presidenziali del 2020.

Si tratta del caso con maggiori probabilità di condurre a una condanna prima delle prossime elezioni, poiché si terrà nel tribunale federale di Washington, D.C., e sarà presieduto da una giudice che ha già dimostrato una propensione per procedere con celerità; inoltre, nello stesso tribunale, oltre 300 persone sono già state condannate al carcere per i fatti del 6 gennaio. La prossima udienza è prevista per fine agosto, durante la quale verrà stabilita la data di inizio del processo.

I capi d’accusa in questo caso sono quattro, tutti legati a vari aspetti di una “cospirazione” per impedire la certificazione del voto e, di conseguenza, rimanere al potere diffondendo una versione falsa riguardante lo svolgimento delle elezioni. È degno di nota che Trump non è stato accusato di ribellione o insurrezione, reati che avrebbero comportato l’interdizione dai pubblici uffici, pena invece non prevista per i reati di cui è imputato l’ex presidente. Questa decisione riflette due valutazioni da parte della Procura: in primo luogo, una tale accusa coinvolge questioni complesse relative alla libertà di espressione, dove la colpevolezza non sarebbe scontata; in secondo luogo, l’ex presidente non può sostenere che i processi sono stati orchestrati per impedirgli di candidarsi nuovamente per la Casa Bianca.

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