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La logistica italiana nella prospettiva OBOR

December 10, 2018

Economia, Notizie

L’Italia dovrebbe puntare a diventare l’hub logistico d’Europa, intercettando il traffico di merci provenienti dalla Cina nell’ambito della Nuova Via della Seta. Questo l’auspicio espresso in un convegno recente alla Fiera di Milano intitolato “China Change, China Chance, Il Dragone nel Mediterraneo: nuove opportunità e scenari per l’economia italiana”, organizzato in vista della fiera Transpotec Logitec in programma a Verona il prossimo febbraio.

Stando ai dati diffusi da Fiera Milano, gli scambi commerciali Italia-Cina rappresentano già un valore di 42 miliardi di euro (2017), una crescita del 65% rispetto al 2009. Tuttavia la possibilità di un’ulteriore crescita significativa si presenta se il Paese sarà in grado di migliorare la propria logistica interna. I quattro porti principali in Italia che gestiscono i flussi delle merci dall’Asia – Genova, La Spezia, Trieste e Gioia Tauro – sono tutti lontano centinaia di chilometri dai principali punti di distribuzione. Dunque un passaggio obbligato per crescere è quello di dare vita a un sistema intermodale, insieme al miglioramento delle infrastrutture ferroviarie, per rendere più efficiente lo spostamento dei container. Secondo la Logistics Performance Index della World Bank, l’Italia sarebbe al 21mo posto in termini di competitività logistica (la Cina è 27esima).

L’obiettivo per i paesi europei di posizionarsi al meglio nel contesto del progetto One Belt One Road riflette chiaramente la forza relativa della Cina in questo momento, paese che ha puntato su grandi investimenti negli ultimi anni, e che cerca di garantirsi mercati di sbocco per i suoi prodotti. La crescente competizione logistica tra i vari paesi europei, e l’entrata cinese nella proprietà di infrastrutture importanti a partire dai porti, rischia anche di agevolare l’economia dei bassi costi, fenomeno già presente considerando il grande spostamento di beni intermedi per motivi di prezzo nella catena di valore globale.

Per le nazioni occidentali occorre cercare di mantenere la leadership di settori industriali importanti, per evitare che le nuove reti infrastrutturali fungano solo per intercettare una fetta dei guadagni dal servizio di trasporto di merci altrui.

– Newsletter Transatlantico N. 40-2018

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