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Elizabeth Warren

L’influenza di Elizabeth Warren sul partito democratico

April 6, 2016

Politica

(free) – di Andrew Spannaus –

Mentre Hillary Clinton comincia a mostrare la sua irritazione nei confronti di Bernie Sanders, che continua a vincere delegati e promette di rimanere nella corsa fino alla fine delle primarie, molti si chiedono quale sarà il prezzo che Clinton dovrà pagare per ottenere l’appoggio pubblico della Senatrice Elizabeth Warren.

Sanders sta mobilitando i giovani e l’ala progressista del partito democratico, e se Clinton riuscirà ad ottenere la nomination avrà un bel da fare per recuperare i voti dei sostenitori di Sanders, molti dei quali non si fidano affatto dell’ex Segretario di Stato. In questo processo sarà fondamentale il ruolo di Warren, la popolarissima campionessa dei progressisti che è diventata famosa con le sue campagne contro Wall Street.

 Dall’inizio della campagna la Senatrice del Massachusetts si è rifiutata di sostenere apertamente Hillary Clinton, e recentemente ha pure affermato che Sanders dovrebbe continuare la propria campagna nei prossimi mesi, piuttosto che ritirarsi nel nome dell’unità di partito. Per Warren pare che l’unità sia meno importante della sostanza delle posizioni di Clinton, che pur avvicinandosi a Sanders su temi come le disuguaglianze e i trattati commerciali viene vista come troppo vicina al mondo della finanza.

Un modo di guadagnare punti a sinistra sarebbe di promettere un ruolo importante a Sanders, ma non sembra questo essere nelle intenzioni di Clinton per ora. Sarebbe ancora più efficace arruolare Warren nella campagna, ma la Senatrice potrebbe chiedere in cambio alcune garanzie importanti. Principale tra queste sarebbe la promessa di escludere i rappresentanti di Wall Street dalle posizioni economiche chiavi nella nuova Amministrazione, secondo Robert Kuttner, direttore di The American Prospect.

“Personnel is policy” dice spesso Warren, cioè se si nomina un rappresentante della finanza a fare il Segretario del Tesoro o il regolatore, non deve sorprendere quando poi si comporta in modo favorevole a Wall Street. Le ultime amministrazione democratiche sono state dominate da personaggi che provenivano dalla Citigroup e dalla Goldman Sachs. Nei suoi discorsi Warren chiede “Quanto sarebbe diverso il mondo se, quando è scoppiata la crisi, Joe Stiglitz fosse stato Segretario al Tesoro, e Simon Johnson e Robert Reich fossero stati consiglieri economici chiavi?”

In questa campagna elettorale la Senatrice Warren sembra intenzionata a garantire che la prossima volta saranno personaggi di quel tipo a decidere la politica economica americana, piuttosto che i rappresentanti della finanza che si sono rifiutati di apportare modifiche profonde ai meccanismi speculativi che hanno provocato la crisi economica e finanziaria.

– Newsletter Transatlantico N. 23-2016

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