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La Nato, la Cina e la mossa russa nel Pacifico

July 10, 2022

Strategia

– di Paolo Balmas –

Alla fine di giugno, dopo l’incontro della Nato a Madrid, l’ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite, Zhang Jun, ha spiegato che una espansione della Nato nell’Indo-Pacifco o un’alleanza regionale in chiave anticinese sullo stile della Nato porterà solo a conflitti. La situazione ripropone lo stesso scenario degli ultimi anni nell’Europa orientale, con la Russia che avvertiva ripetutamente del pericolo di una espansione militare euroatlantica. La Cina ha protestato in particolare per il nuovo Strategic Concept della Nato, poiché asserisce che è scritto con una mentalità retrograda, da guerra fredda, e distorce la realtà relativa alla posizione internazionale della Cina. Un altro fatto che la Cina non ha mandato giù è stata la presenza di Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud al summit della Nato. Il premier Kishida è stato il primo leader giapponese a prendere parte a un incontro della Nato e gli Stati Uniti insieme a Giappone e Corea del Sud si sono incontrati nel primo summit trilaterale dal 2017. Tale incontro è volto in particolare ad avvicinare le due potenze asiatiche in chiave anticinese su temi di sicurezza regionale.

Il premier Australiano, Anthony Albanese, invece, è stato accusato di rilasciare dichiarazioni irresponsabili. Ha infatti asserito che la Cina ha un atteggiamento aggressivo e che il mondo deve mostrarsi unito come sta facendo riguardo alla questione ucraina.

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